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Motto del Gallo di Taverne
Da avamposto di guardia a ristorante di prestigio
Dall´ottobre 1981 un susseguirsi di irripetibili eventi gastronomici

Il ristorante Motto del Gallo è stato creato nel 1981 ristrutturando un antico borgo fortificato arroccato sulla collinetta detta “Motto„ dominante la piana di Taverne ed il fiume Vedeggio. La storia dei luoghi è profondamente legata alle vicende storiche della strada “Regina„ fatta costruire da Teodolinda, regina dei Longobardi, sull’antica via romana nei secoli divenuta “via delle genti„ percorsa da nord a sud da eserciti, viandanti e merci che affrontavano arditamente i passi del San Gottardo, San Bernardino, Novena ed altri ancora.  L’Impero Romano estendendosi a nord costruiva strade e ponti per farvi passare le proprie legioni e con esse sviluppare i propri commerci, lasciando via via dei presidi fortificati, le cui tracce possiamo vedere ancora oggi sul monte Barro.

Attorno a questi presidi si sviluppò il borgo di Torricella, già menzionato nel 1200 come Torexella per l’importanza delle sue torri costruite dopo la caduta dell’Impero Romano soprattutto per difendersi dai barbari che calavano dal nord.

Taverne, posta in luogo sicuro, incuneata tra le rocce del dosso deve il suo nome di “Tabernae de Torexella„ alle molte locande,“taverne„ che sulla via maestra offrivano un rifugio sicuro, un giaciglio per i viandanti, un posto caldo e una stalla agli animali prima di risalire verso il passo del Monte Ceneri infestato dai briganti, per poi giungere ai castelli di Bellinzona, un viaggio di oltre un giorno!

I vescovi di Como nel 1300 estendevano i loro poteri e diritti canonici e soprattutto fiscali su queste terre e via via Taverne, punto strategico, venne ulteriormente fortificata dalla famiglia Rusca con torri e mura merlate ed al suo interno impreziosita da case e palazzetti di sosta per ricchi viandanti, che ancor oggi vediamo decorati d’affreschi del XV e XVI secolo. 

Intorno al 1500 la famiglia Sforza, Granduchi di Milano, estendeva il proprio dominio su gran parte dell’attuale Svizzera Italiana, le terre di Taverne e Torricella avevano l’obbligo di fornire prodotti della terra ed almeno 20 soldati al Duca di Milano, il quale assicurava con altra soldataglia la sicurezza e la manutenzione delle strade, incassando nel contempo le dovute gabelle dai carri in viaggio.

Sull’asse Milano-Varese-Pontetresa-Agno-Bioggio, sotto le insegne del Granducato di Milano, vennero costruiti in posizioni strategiche avamposti di guardia che ospitavano le guarnigioni milanesi.

Il Motto del Gallo sorse intorno alla fine del 1400 sui resti di una postazione romana, citano le cronache dell’epoca che nel 1525 sulla collinetta detta del Motto da “Mot da tera„ vi era una torre di guardia ed un nucleo fortificato posto a difesa dell’entrata di Taverne e luogo di sosta e riposo per i nobili di passaggio.

Viandanti d’ogni sorta e personaggi che hanno fatto la storia sono passati per questa via ed in una delle ultime case di Taverne, nel 1583 il Cardinale Borromeo, divenuto poi San Carlo, trovò ospitalità durante la sua visita pastorale nelle terre Ticinesi.

Certo l’evento storico che rimane tra i più tenaci ricordi popolari, soprattutto per le requisizioni e spogliazioni di bestiame e generi alimentari (seguite da carestia che generò una delle prime epocali emigrazioni Ticinesi) fu il passaggio nel settembre 1799 della poderosa armata Russa, forte di 25000 uomini, ussari e  variopinti cosacchi, artiglierie e servizi logistici di sussistenza al comando del generale Suvorov e del Principe Costantino, figlio dello Zar di tutte le Russie Paolo 1°, che in località “al Motto„ ebbero il loro quartier generale per 5 lunghi giorni.

L’esercito russo si batté duramente contro le armate napoleoniche “Condé„ al Ponte del Diavolo e le avanguardie del generale Massena, ma soprattutto superò con grande coraggio e perdendo centinaia di uomini il passo del San Gottardo avvolto da un autunno già invernale.

Di ritorno dalle Russie, un tale Quadri detto “il tempifelici„ pittore e decoratore che fu al seguito dei celebri Albertolli, architetti degli Zar in San Pietroburgo e Mosca, si ritirò verso la fine del 1800, restaurando e decorando la casa patrizia del Motto, impreziosendola di magnifici dipinti di carattere religioso.

Un lungo periodo carico di storia e di mille altri aneddoti raccolti dal libro dei ricordi dei simpatici anziani che ci accolsero negli anni 80 (impossibile raccontarli tutti); una cosa è certa, che per il Motto ad un periodo d’importanza militare subentrò un lungo abbandono, ma sempre fu luogo carico di fascino e mistero, per anni meta d’innocenti giochi di bambini e di tanti innamorati!

   Oggi, grazie ad un insieme di piccole e grandi cose costruite anno dopo anno, continuiamo con rinnovato entusiasmo, attorniati da validi e dinamici collaboratori in questo irripetibile ed entusiasmante percorso di vita costellato di sacrifici ma anche di grandi soddisfazioni e soprattutto di successi gastronomici.

Tutto questo grazie alla nostra affezionata clientela che ci ha aiutato a crescere, con un ringraziamento particolare ai giornalisti, ai media e alle guide gastronomiche più prestigiose che ci stimolano e spronano a fare sempre del nostro meglio.

 

Gli attuali conduttori

 Matteo Cereghini  Chef de cuisine    e  Corrado Parolini Mâitre Sommelier